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C’era una volta

panche

Una stanza per stare seduti
in cui io mi sdraiavo.
Da un ingresso di vetro
persone entravano e uscivano.
Io rivedo con occhi velati
e pupille che guardano dentro
primavere snervanti, erbe già marcescenti
così tenere acerbe grafie
che desidero ancora toccare.
Posso dire che c’erano mappe del posto
pendenti sulle pareti,
la foto di un uomo di pietra con largo cappello,
e mostrare cosí un momento del tempo
in cui altri non sono mai stati.

Light-Poetry

Io sarò me

Terrazzo sulla piazza Dello Spasimo

Sirene, sfingi e arpie stanno qui dietro
da fuori io non le vedo
da dentro se entro poi non esco.
Resterò qui sotto che è lontano
sempre su guarderò,
non si affaccerà nessuno.
Io sarò me se aspetterò in agguato
ciò che è vero che è mistero che è segreto.

Preoccupazione

Sanatorio

Da qualche tempo spariscono le cose
abiti, penne, i racconti di Melville in inglese;
da qualche parte un topo rosicchia
o un buco nero ingoia quel che gli pare.
Potrebbe essere anche la mia testa
che organizza la memoria, la ripassa
ma poi fa rotolare a terra
quel che è adesso
che sparisce e mai si aggiungerà alla storia.

 

[info su Light-Poetry]

Grillo il Ciclope

Si parla tanto in questi giorni del rapporto di Beppe Grillo con la stampa. Se ne parla soprattutto sulla stampa, sui social media, in televisione, in tutti gli ambiti della comunicazione.
Se ne parla, male per giunta, in virtù del rifiuto di Grillo per i giornalisti e i giornalismi italiani. In realtà la strategia comunicativa di uno dei promotori del M5S, Grillo appunto, risulta vincente su tutti i fronti, almeno se tenessimo il tempo- come si fa in par condicio– dei servizi dedicati al comico genovese. Si parla tanto di Grillo, meno del Movimento, proprio per questo sottrarsi alla stampa e al confronto diretto con i giornalisti italiani. Grillo, che della comunicazione ha fatto un business, almeno in passato, ha giocato volente o nolente al gioco della star o del mutante dei fumetti.
I supereroi dei comics americani facevano spesso un bagno di folla tra i reporter, curiosi di strappare una dichiarazione al mutante di turno. In queste tavole, i cronisti facevano sempre una figura mediocre, con tutta probabilità rappresentavano lo straniamento dell’uomo medio di fronte al super dotato eroe. Le nuvolette riportavano più o meno domande insulse come: “Ciclope, una dichiarazione per la stampa”, “Wolverine, ci dica dove prende la sua forza”, “Superman, il mondo è in pericolo?” l’immagine è la stessa della spiaggia livornese dove alcuni freelance e qualche inviato chiedeva: “Grillo, ci dica qualcosa”, “una dichiarazione per la stampa” e il mutante, in qualche modo viene visto così, chiuso nella tuta da mutante, scappa come se fosse un supereroe assediato dai cronisti di qualche vignetta Marvel.
La stampa italiana vede il Movimento 5 stelle un po’ come la stampa americana vedeva gli X-Men, esseri diversi che in virtù della loro diversità rischiavano di mettere sotto sopra l’ordine sociale a stelle e strisce.
Insomma, anche il Movimento ha il suo schivo Charles Xavier (Casaleggio) e, a pensarci bene, anche i nemici di questi nuovi X-Men sono dei mostri, come il Magneto-Berlusconi che sulle tavole dei nostri fumetti abbiamo visto e rivisto in mille occasioni.
Quello che non ha sorpreso la stampa italiana invece è stata la possibilità che il movimento di Grillo ha offerto ai cronisti che volevano fare informazione: pubblicare per intero il programma targato M5S (reperibile sul blog) e, nel caso, contestare tutti i punti, che sono tanti, difficilmente attuabili.
Gridare al populismo, cosa lecita nel caso delle ultime elezioni italiane, è insufficiente, sarebbe stato più efficace contestare l’irrealizzabilità di tanti punti presenti sul programma.
Inutile invece parlare dell’impresentabilità di certi eletti del M5S, la società ha bisogno di supereroi per combattere i super nemici dell’umanità come Razzi, Scilipoti, Santanché…
Insomma se la stampa italiana facesse un ritorno alla sostanza delle cose ed evitasse di farci vedere un Grillo Ciclope, forse gli italiani riuscirebbero a fare valutazioni realistiche sui candidati alla guida del paese.

A proposito, questa è la pubblicità del piumino di Giovanni Chicco: Follow the light