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C’era una volta

panche

Una stanza per stare seduti
in cui io mi sdraiavo.
Da un ingresso di vetro
persone entravano e uscivano.
Io rivedo con occhi velati
e pupille che guardano dentro
primavere snervanti, erbe già marcescenti
così tenere acerbe grafie
che desidero ancora toccare.
Posso dire che c’erano mappe del posto
pendenti sulle pareti,
la foto di un uomo di pietra con largo cappello,
e mostrare cosí un momento del tempo
in cui altri non sono mai stati.

Light-Poetry

Espèces de photo

Alle fotografie scattate con i cellulari mancano le caratteristiche compositive di quelle scattate con apparecchi fotografici, manca la possibilità di determinare i tempi, delineare gli spazi.
Non è fotografia pura, non in senso stretto. E’ un esercizio oulipo, simile a un lavoro di Perec, al quale il titolo del post fa riferimento.
Gli artisti che aderirono al movimento oulipo si divertivano con giochi letterari, come scrivere senza mai usare la lettera “e” o costringersi dentro un determinato numero di caselle o usare obbligatoriamente una certa parola.
Scattare con il cellulare è per me questa stessa specie di gioco compositivo, avendo a disposizione determinati elementi, soltanto precise gamme tonali, un  tempo e un diaframma fissi.
All’interno di tali coordinate ho costruito questi fotogrammi.

Capita di essere in giro per il mondo e non avere altro mezzo che un cellulare: queste sono alcune delle fotografie che ho scattato con il telefono lo scorso anno.