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Tullio Reggio: avifauna da balcone

tullio

Fotografi e videomaker, in generale coloro che “fanno le immagini”, sono alla continua ricerca di un soggetto.

Spesso la ricerca riguarda coloro che si avvicinano al mondo della fotografia come mezzo espressivo e spesso contemplando l’arte in modo amatoriale, cioè non per professione ma come espressione di un amore, di una sensibilità verso un certo linguaggio.

La ricerca di un soggetto è un falso mito, non esiste un soggetto che possa esprimere al meglio la nostra “capacità lessicale”, esiste invece un’attitudine a “vedere” l’immagine che si nasconde dietro al fluire degli accadimenti.

La visualizzazione prima dello scatto, un punto fondamentale nella teoria della fotografia, da Ansel Adams a Edward Weston: fotografo è colui che vede la fotografia già nella propria testa, prima dello scatto.
Non si tratta di “pensare” al modo di comporre una fotografia, non la costruzione mentale dell’immagine nello spazio del fotogramma, ma una sorta di Satori , un atto illuminante completo in sé, anche senza lo scatto. Questo è il punto di arrivo. “Fotografia a braccio”, potremmo dire prendendo a prestito dalla poesia.
Ansel Adams era arrivato al punto di vedere per immagini, anche senza una macchina fotografica.

Il fotografo teramano Francesco Oronzii, qualche anno fa, mi raccontò che Paul Strand, fotografo che aveva girato tutto il mondo, negli ultimi anni di vita fu costretto a casa da una malattia.
Non potendo smettere di esprimersi attraverso le immagini, cominciò ad osservare il proprio giardino.
Un ecosistema dinamico, in equilibrio e in continua evoluzione. Il soggetto della ricerca fotografica di Strand diventò quel giardino. Oggi Franco mi ricordava questa frase:  “Ho girato il mondo intero per scoprire poi che il mondo era nel mio giardino”.

La storia di Paul Strand mi è venuta in mente guardando il bel video di Tullio Reggio, filosofo e videomaker.

Lo scorso anno Tullio prese un camper, andò in Val Chiarino con un lettore mp3 e un amplificatore da chitarra. Aveva campionato gli ululati del lupo e dormiva in montagna per girare un video sul lupo abruzzese.I lupi nei suoi video rispondono al richiamo, però non si vedono.

Quest’anno ha pensato di girare un video sul terrazzo di casa. E c’è molto del “Reggio filosofo” e anche dell’appassionato videomaker.

vimeo

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Berardino Perilli: un videodocumentario

Con deferenza a voi signor m’inchinoBerardino piano americano
e la mia identità faccio palese
mi chiamo Perilli Berardino
Campotosto d’Abruzzo è il mio paese.
Forse per un bel gioco del destino
la fiamma del poetare in me si accese
non importa se scalda molto o poco
l’essenziale è che non si spegne il fuoco.

Il lupo, ben si sa, per sua natura
alla pecora sempre fa violenza
perché in tal modo il cibo si procura
quindi è la lotta alla sopravvivenza
mentre l’uomo, l’umana creatura,
e il gran ragionator per eccellenza
spesse volte diventa un lupo fello
poiché lu’ succhia il sangue del fratello.

Il link che segue è un documentario girato a Campotosto (AQ) il 9 settembre 2011.
Berardino Perilli è tra gli ultimi depositari della cultura dei poeti a braccio abruzzesi. Pastori che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento imparavano a memoria i poemi di Tasso, Ariosto, Dante, Tassoni, Manzoni, scambiandosi libri nelle stazioni disseminate lungo i tratturi che dall’Abruzzo portavano alle Puglie.
I poeti a braccio componevano a loro volta versi e li tramandavano oralmente.
Berardino Perilli era il più giovane tra i pastori che partecipavano ai certamen poetici, oggi vive tra Rieti e Campotosto, dove torna a primavera assieme al suo gregge.
Tante poesie di Berardino non sono mai state trascritte. Il poeta conserva in una busta della spesa dei “pizzini”, così li chiama, con i versi trascritti dei vecchi poeti a braccio.
Il documentario proposto da Rètina è stato ideato e girato da Gaetano Bellone  e montato successivamente per rendere fruibile il filmato che assume così il valore di documento.
Dall’intervista di Mariagiorgia Ulbar è stato tratto un articolo pubblicato sulla rivista Hamelin edita a Bologna.

https://vimeo.com/61884893